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Tre ristoranti scelti per voi

GUIDO 
Piazza Umberto I 27, Costigliole d’Asti (At) 
Tel. 0141/966012 

Prezzo medio: 120mila lire. Cantina: eccellente. Chiuso: domenica (aperto solo la sera). Carte di credito: tutte.
È una delle tavole più golose del Piemonte. A proseguire l’opera di quel grande personaggio che è stato Guido Alciati, oggi, ci sono i figli che, con la stessa passione e la stessa voglia di far bene, hanno preso in mano saldamente le redini di questo locale e lo sanno far viaggiare come si deve. Qui passerete qualche ora di autentica felicità. Una volta entrati, scenderete nel seminterrato in cui è ospitata la bella sala, e vi accomoderete ai tavoli, ben distanziati e apparecchiati con grande eleganza. Il menù, collaudato da anni di esperienza, sarà un meraviglioso viaggio alla scoperta dei grandi piatti della tradizione piemontese, a partire da quegli agnolotti del plin con il sugo d’arrosto che, da soli, valgono il viaggio, oppure dalle raviole con le patate e porri o dalle fettuccine con le acciughe. Tra i secondi, un piatto da «andare giù di testa», sarà il capretto di Roccaverano arrosto della cascina Nervi, mentre troverete un capolavoro di gusto e di semplicità lo scamone di vitello e il filetto ai funghi. Ma il momento in cui, se capitate da queste parti e non vi accorgerete nemmeno della nebbia, è l’inverno, quando, dopo esservi affidati alle sapienti mani di Lidia Alciati, vi vedrete arrivare sotto al naso una trionfale sequenza di piatti che, neanche a dirlo, hanno per protagonista sua maestà il tartufo. E come lo mangerete qui... 

LA RICETTA 
Tajarin all’albese 

Ingredienti per 4 persone: 
4 uova, 500 g di farina bianca, 250 g di fegatini di pollo, 3 pomodori, 1 cipolla, 2 spicchi d’aglio, 60 g di burro, 60 g di tartufo bianco, farina gialla, 
rosmarino, olio extravergine di oliva, pepe nero, sale.

Preparare un impasto lavorando insieme uova, farina e olio. Aggiungere il sale. Dividere l’impasto in piccoli blocchi e lasciarlo riposare per circa due ore. Tirare la sfoglia, poi lasciarla riposare per qualche minuto. Spolverizzarla di farina gialla e tagliarla in striscioline di pasta fini fini (sono questi i cosiddetti tajarin, i caratteristici tagliolini piemontesi). Lasciarli riposare e asciugare. Preparare il sugo. Tritare la cipolla, il rosmarino, l’aglio, e soffriggerli in olio e burro. Aggiungere i fegatini e farli rosolare. Aggiungere i pomodori dopo averli passati, salare e pepare e lasciare cuocere a fuoco lento. Lessare i tajarin in acqua salata. Scolarli e condirli con il sugo di fegatini e con il tartufo bianco tagliato a lamelle finissime.

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